La parte più importante d’una chiesa, dal punto di vista sacro, è il tabernacolo: quell’edicola, posta sull’altare, la quale custodisce l’ostia consacrata dopo l’Eucarestia. Dato che esso simboleggia, di fatto, la dimora di Dio sulla terra. E proprio per questa sua alta valenza simbolica, il tabernacolo è stato oggetto, in arte sacra, di particolare cura ed attenzione; portando spesso ad esiti di singolare pregio. Le chiese del Tirreno Cosentino ne presentano svariate soluzioni; ma alcune eccellono per tratti singolari che ne fanno cimeli d’arte di notevole valore.
Aieta – Chiesa di S.Maria della Visitazione
Anta di tabernacolo - Fronte
(G. Fumo, ca. 1730)
Nella chiesa parrocchiale d’Aieta, per esempio, si conserva un’anta che chiude il tabernacolo, che vale pregiato tipo d’argenteria sacra del primo ‘700.
Modellata a sbalzo da Gaetano Fumo, che fu scultore ed argentiere della Fabbrica Reale di Capodimonte in Napoli, essa reca, sia sul fronte che sul verso, due immagini di Cristo portacroce che versa il proprio sangue in un calice, di potente vigoria d’espressione pur nel piccolo formato.