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L’abside ha un profilo semicircolare diviso da paraste in cinque campiture che si continuano nelle vele del catino convergenti sull’arco di trionfo. La sua parete curva, profusa di stucchi dorati, racchiude una serie di santi gesuiti, che è inframezzata da un dipinto della Madonna del Rosario coi SS. Domenico e Caterina. Al centro del presbiterio, campeggia l’altare maggiore, in marmi policromi, di pronunciata lunghezza; e, nella vela mediana del catino, un ovale con la Madonna Immacolata. I lavori di sistemazione del vano absidale risalgono circa al 1742. E, secondo Raimondo Verduci, la tela centrale della Madonna del Rosario sarebbe stata posta dai Domenicani, dopo il 1767; allorché essi subentrarono ai Gesuiti in seguito alla loro espulsione dal Regno di Napoli. I Padri Domenicani tennero poi la chiesa fino al 1866 (Barillaro); mentre l’istituzione a parrocchia, col titolo di S. Caterina Vergine e Martire, risale al 1912 |
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