Nel 1507, come già detto, Antonello lasciò Messina; per stabilirsi nuovamente a Palermo e restarvi fino alla sua morte; che cadde il 1536. Il suo ritorno a Palermo fu dovuto essenzialmente per assolvere a un incarico di portata eccezionale. Già nel luglio del 1503, infatti, l’Arcivescovo di Palermo Giovanni Paternò gli aveva commissionato l’esecuzione d’una maestosa tribuna per decorare l’abside della cattedrale palermitana. Il Gagini prese a lavorarvi nel 1510; e, dopo la sua morte, i lavori – che si risolsero in un ciclo di 45 statue distribuite su 2 ordini di posti - furono compiuti dai suoi figli. A Palermo, intanto, il Gagini aveva riorganizzato del tutto la bottega di suo padre; conferendole un’efficienza notevole che consentiva il disbrigo di numerosi incarichi; compresi quelli che continuavano a giungere dalla Calabria. Al 1508 risalgono, infatti, due lavori destinati ad essa: la Madonna degli Angeli della chiesa di S. Marco a Seminara (RC): e la Madonna del Pilerio della chiesa di S. Maria della Grazie di Sinopoli Superiore (RC).
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| La Madonna di Seminara è nel solco delle opere migliori d’Antonello; quella di Sinopoli, viceversa, se ne differenzia per formato e impostazione; tanto da far pensare ad un lavoro di bottega. Essa reca, peraltro, nella base una scritta in volgare: “Do Ioanni Ruffu Conti di Sinopuli et Burrellu mi fichi fari”. Un’altra opera di bottega è probabilmente il Trittico della chiesa di S. Nicola di Galatro (RC); che fu commissionato dal cardinale Andrea della Valle per la diruta chiesa di S. Maria della Valle, eretta nel 1508. Esso ha una Madonna col Bambino (detta Madonna della Valle) tra i SS. Giovanni Battista ed Evangelista; i quali ultimi il Frangipane definiva “di fattura progredita” rispetto alla statua centrale della Vergine. Volendo segnalarne, quindi, l’eterogeneità d’esecuzione. |