Quando nacque a Palermo nel 1478 Antonello Gagini, suo padre Domenico aveva già passato i 55 anni e dirigeva un’avviata bottega di scultura. Era venuto da luoghi assai lontani – da Bissone, sul lago di Lugano – e apparteneva a una casata che da sempre aveva dato all’arte validi maestri. Nella sua discesa in Italia egli era stato prima a Genova (1456), dove aveva lavorato in Duomo coi suoi maggior parenti; quindi a Napoli (1457-58), dove ebbe parte nel ciclo di sculture dell’Arco d’Alfonso d’Aragona; ed infine, nel 1459, s’era trasferito a Palermo; dove visse e operò fino alla morte, caduta il 1492. Domenico svolgeva una scultura che fondeva il gusto decorativo dei lombardi con la chiarezza classica dei toscani; e a questo aggiunse, quando venne in Sicilia, una nota di patetica emozione d’ascendenza catalana.
Domenico Gagini:Madonna col Bambino – Salemi (1480)
Pochi anni dopo la sua venuta a Palermo, sopraggiunse pure un altro grande artista – lo scultore dalmata Francesco Laurana, autore dallo stile prezioso e raffinato – che rimase in Sicilia dal 1466 al 1471. Ed entrambi, pur con esiti diversi, contribuirono ad innovare il gusto artistico dell’isola.
Francesco Laurana:Madonna libera inferni – Palermo (1468)
Antonello, che aveva solo 14 anni quando il padre morì, prese i modi paterni, nella bottega di famiglia; ma non tralasciò pure d’ascoltare le suggestioni di classica eleganza che aveva portato a Palermo il Laurana. Dando luogo a un modello di scultura, di calibrato classicismo e soavità d’espressione, che farà scuola per diversi decenni in tutta la Sicilia ed in Calabria.