A Napoli, ad esempio, il convento francescano di S. Maria degli Angeli alle Croci fu ceduto, nel 1639, ai Padri Riformati; i quali ne ristrutturarono la chiesa, affidandone i lavori a Cosimo Fanzago (1591-1678). Il grande scultore ed architetto realizzò, quindi, la facciata, con la statua nella nicchia di sua mano; e sistemò, con l’aiuto del figlio Carlo, l’interno provvedendolo d’una sontuosa decorazione in marmo: lavori che si protrassero dal 1639 al 1647. Intorno al 1648, intervenne quindi Fra Diego da Careri; che compì nella chiesa molte opere importanti. A lui si devono, infatti, il gruppo scultoreo dell’Altare Maggiore, con la Vergine sorretta da due putti, in legno bianco ed oro; ed una serie di statue lignee colorate, disposte sugli altari della navata destra (S. Elisabetta d’Ungheria, S. Chiara, Crocifisso, Immacolata e S. Francesco d’ Assisi). |
Nel 1649, Fra Diego fu chiamato a lavorare in un luogo assai lontano: a Dongo, nella parte alta del Lago di Como, quasi al confine con la Svizzera. Vi giunse su ordine del Ministro Generale dei Padri Riformati, Daniele Cossonio, che di Dongo era nativo; perché adornasse, coi suoi lavori, due cappelle del Santuario della Madonna delle Lacrime. |