Napoli due anni dopo la morte del Cardisco, dovette certo avere notizie di prima mano ed il ricordo ancora vivo delle sue gesta.
Notizie d’un suo lavoro successivo risalgono al 1524. Dato che il Kalby avrebbe reperito un documento in cui il Cardisco s’impegnava a decorare il soffitto ligneo della chiesa del Convento di S. Antonio di Nocera Inferiore (Salerno). E nella Pinacoteca del Convento sono rimaste 4 tavole la cui paternità è contesa tra il Cardisco e Severo Ierace.
Molto controversa è poi la traccia d’un lavoro del Cardisco nell’ex Cattedrale di Massalubrense (Napoli). Dato che, secondo una fonte locale, nel 1527 il senato cittadino avrebbe fatto eseguire al maestro una tavola della ‘Madonna col Bambino e Santi’ sostituita poi da quella oggi esistente nell’abside ed attribuita al Sabatini.
Così come a questa fase di mezzo dovrebbero risalire un dipinto di sicura attribuzione – come la ‘Annunciazione’ della chiesa dell’Assunta a Cava dei Tirreni (Salerno) – ed altro di recente ed ancor vaga paternità – come la ‘Dormitio Virginis’ della Cattedrale di Molfetta (Bari). |