Gli ambienti della scuola-laboratorio, compreso il giardino, avevano l’aspetto d’un immane atelier ottocentesco. Tutto ciò che si produceva, con le proprie mani, veniva poi raccolto ed esposto per formare singolari episodi d’arredamento interno. Così gli allievi vivevano quotidianamente tra gli oggetti d’arte che loro stessi creavano; ed imparavano a valutarne la possibilità d’adattamento agli spazi. “Fu un uomo al superlativo, con squisita sensibilità e superiore intuito, proprio delle anime che vivono intensamente il travaglio del problema educativo” disse d’Eduardo Barone il grande pedagogista Giuseppe Lombardo Radice; che fu tra i tanti che si recarono a Fagnano Castello a visitare la sua scuola. |