Non si sa fino a che punto l’occasionale nascita d’Umberto Boccioni (Reggio Calabria 1882 – Verona 1916) in Calabria, da genitori romagnoli, possa farne un pittore calabrese. Visse a Reggio, difatto, i soli anni dell’adolescenza per poi girovagare per l’Italia con la sua famiglia; e stabilirsi a Roma, a 18 anni. Lì conobbe Sironi e Severini; ed insieme frequentarono lo studio di Giacomo Balla che, reduce dalla Francia, entusiasmò i giovani pittori delle novità dell’arte francese. Questo autoritratto del Metropolitan Museum di New York risale al 1905; quando il Futurismo, di cui Boccioni fu l’alfiere, è ancora da venire. E sente quindi solo delle suggestioni francesi; ma con un carattere già forte e personale.
Andrea Alfano
Un gran talento pittorico, tutto calabrese, fu invece quello di Andrea Alfano (Castrovillari 1879 – Roma 1968). Il quale, giunto a Roma per frequentarvi l’Accademia di Belle Arti, l’abbandonò presto definendola “un baraccone della non-arte”. E preferì, insieme con gli amici Mancini e Monteverde, la frequentazione del Circolo degli Artisti, del Caffè Greco e dell’Accademia di Francia. Per seguire quindi una sorta di tirocinio personale, attento alle mode e alle tendenze correnti, che lo porterà ad essere il ritrattista della regina Elena di Savoia o del triumviro Michele Bianchi; nonostante che il suo dichiarato antifascismo abbia poi negato al Duce l’esecuzione d’un suo ritratto. La pittura d’Andrea Alfano sta tutta nel rintracciare “il mistero della vita nell’ombra”. Da fondali d’un fulvo bruciato, emergono sagome appena distinte che hanno pure un forte potere d’evocazione. A Castrovillari, sua città natale, la Pinacoteca Alfano raccoglie molte delle sue opere.
Rosalbino De Caro
Che l’arte di Calabria debba molto all’Accademia di Belle Arti napoletana, lo rivela il fatto che in molti suoi paesi si ritrovino ancor oggi artisti di talento, semisconosciuti, che a Napoli hanno avuto la loro formazione e spesso pure una carriera fortunata. Com’è il caso di Rosalbino De Caro (Cetraro 1874 – 1942); che, dopo una solida educazione napoletana, s’interessò in Calabria d’arte sacra; lavorando come consulente della Diocesi di S. Marco ed eseguendo diverse opere d’arte (Crocifissi, dipinti, miniature). In questo Autoritratto con Rosetta, siamo già nell’ambito dell’intimità domestica borghese, coi suoi affetti e le sue ansie, che avrà nel teatro di Pirandello la sua celebrazione.