Formatosi a Napoli con Domenico Morelli e Filippo Palizzi, Garibaldi Gariani (Catanzaro 1861-1930) si dedicò poi alla pittura di genere – celebre la sua Civetteria del Museo Provinciale di Catanzaro – ed al ritratto. Figura umbratile e piena d’ubbie, ebbe vita difficile ed un percorso artistico appartato; che gli permise pure d’esporre non solo sulle migliori piazze d’Italia e d’Europa; ma anche in America , a Chicago, nel 1924.
Pregio particolare della sua pittura è l’uso sapiente e accorto del colore; che accende di morbidi contrasti nelle sue figure di contadinelle per incupirlo spesso d’un tonalismo esasperato, d’assoluta novità, nei ritratti. Questo autoritratto del Museo Provinciale di Catanzaro illustra fino in fondo le sue doti eccezionali di colorista. L’espressione del suo viso trae vigore da pochi tratti marcati che emergono dall’ombra; mentre un tenue chiarore produce campi di luce che svariano sui registri del grigio e del bluastro. Una pittura che riecheggia l’esempio alto di certo espressionismo nord-europeo.
Giuseppe Maria Pisani
Chi pensa che in provincia, pur tra mille ristrettezze, l’attività artistica abbia languito, dovrebbe un po’ vedere il fervore intelligente e tenace che vi mise Giuseppe Maria Pisani (Serra S. Bruno 1851-1923). Discendente da genitori (Pisani-Barillari) che avevano sempre contato artieri e maestri d’arte, impegnati soprattutto nel cantiere sempre aperto della Certosa; formatosi a Napoli alla scuola del Morelli e sull’esempio di Mariano Fortuny; il Pisani intraprende una carriera che lo vede insieme interessato alla pittura, alla nascente arte della fotografia, alle arti applicate ed alla architettura. Fonda uno studio fotografico – Il Genio – un atelier d’artigianato – l’Opificio Artistico – ed istituisce pure a Serra una Società Operaia di Mutuo Soccorso. Quel ciuffo che gli spiove sul viso e l’aria di sfida della gioventù di questo riuscito autoritratto del 1875 – in collezione privata – documentano parte del suo spirito anelante di nuovo e del suo talento artistico.
Vincenzo Romeo
Una figura ancora tutta da scoprire è pure quella di Vincenzo Romeo (Taurianova 1878 – Roma 1942). Artista che passò, in maniera versatile, dall’esecuzione di gruppi scultorei per il Giardino Zoologico di Roma (Allegoria dei Continenti), a monumenti e busti sparsi tra paesi del Reggino, Roma ed il Piemonte; fino a fontane e statue lasciate in Egitto, per la residenza reale ed un museo del Cairo.
Qui posa impettito e di profilo, come voleva ancora certa ritrattistica ufficiale della prima parte del Novecento.
Baffi a punta, pizzo e fiocco – assieme ad una cert’aria di fierezza – sono gli ingredienti che disegnano a dovere, con icastica espressione, la figura di questo maestro dello scalpello.
Pronto a mutare luoghi e generi della sua arte; secondo un criterio già moderno che volevo lo scultore non già solo come artista; ma come un professionista pronto a disbrigare le richieste della più varia committenza pubblica.