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festival 05 / 11 / 2010

Il Festival d’Autunno ieri ha avuto il suo felice prologo, presso la Casa delle Culture, con l’incontro dibattito “Essere donna nel terzo millennio”. Introdotto da Betty Calabretta, vice capo servizio di Gazzetta del Sud, il primo approfondimento culturale della manifestazione, diretta da Antonietta Santacroce, è stato arricchito dagli interventi di Wanda Ferro, Presidente della Provincia di Catanzaro, Helga Rizzo, commissario della Azienda Ospedaliera “Pugliese – Ciaccio”, Antonella Grippo, giornalista e conduttrice del programma televisivo “Perfidia”, Cristina Segura, psichiatra presso l’Università “Magna Grecia" di Catanzaro, Elena Morano Cinque, avvocato, Presidente della commissione per le pari opportunità della Provincia di Catanzaro, e Teresa Chiodo, giudice del Tribunale per i Minori.
Gli interventi sono stati mirati a dare una immagine della donna e sulla loro condizione nel contesto attuale attraverso i percorsi, le esperienze e le riflessioni delle ospiti che, in alcuni momenti, sono riuscite ad essere ironiche.
Secondo Helga Rizzo “è importante saper cogliere la complementarietà dei ruoli. Non si può nascondere la difficoltà delle donne nel raggiungere quei ruoli apicali che vanno conquistati sul campo”. Cristina Segura ha puntato l’indice sul “difficile ruolo della donna in carriera che ha anche il compito gravoso di non trascurare la famiglia. Il vantaggio delle donne è quello di saper chiedere aiuto nei momenti di maggiore difficoltà”. Appoggiando la tesi della psichiatra, Elena Morano Cinque ha aggiunto che “le differenze di genere esistono ancora” sottolineando che “la donna non riesce ad assumere ruoli importanti nel mondo del lavoro per una probabile debolezza caratteriale che la porta a non saper vendere nella maniera dovuta la sua professionalità. Basti pensare che su dieci donne laureate solo sei arrivano a raggiungere un ruolo importante”. La difficoltà dei percorsi delle donne vengono evidenziati dalla premessa di Teresa Chiodo che afferma il suo desiderio di “essere uomo nella prossima vita” e che “le donne hanno la propensione ad auto escludersi, ed è proprio questa la causa principale del mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati”. Stimolante l’intervento di Antonella Grippo che ha affrontato l’argomento con una provocazione affermando la sua “fede maschilista, nonostante una gioventù trascorsa da femminista attivista”. Nel suo intervento la giornalista si è anche soffermata sulla sua esperienza televisiva che le ha permesso di essere “libera dalla appartenenza di genere, in una TV che mi ha “desessualizzata” , rendendomi libera dal corpo. Non posso dire nulla sullo stalking perché non mi è mai capitato di trovarmi in una situazione simile”. L’intervento Wanda Ferro ha dato un valore aggiunto alla “rivoluzione che la donna ha messo in atto senza odio e senza sangue” e parlando della sua esperienza ha affermato che il suo” è stato un percorso fatto di militanza che è diventata passione. Le donne devono costruire la società prendendo spunto dalle donne del passato, ma senza evitare il contributo maschile senza il quale sarebbe tutto più noioso”.
La moderatrice Betty Calabretta ha voluto spostare l’attenzione dei presenti sul rapporto donna – immagine trovando pareri unanimi delle ospiti che affermano l’importanza di un aspetto femminile e curato attinente al ruolo della donna.
“Con questo incontro dibattito - ha dichiarato al termine Antonietta Santacroce – si è voluto porre l’attenzione sul ruolo della donna nella nostra società, sulla sua evoluzione e sui problemi che quotidianamente affronta. Il primo di una serie di iniziative sottolinea la volontà del Festival a creare dei momenti correlati ai concerti”
“Essere donna nel terzo millennio”, avrà una logica prosecuzione con “Donna che parla in fretta”, lo spettacolo che alle 21 di oggi, all’Auditorium “G. Casalinuovo” di Catanzaro, vedrà impegnate Marina Rei, Nada, Paola Turci e Mariella Lo Giudice.
 


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