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'Ndrangheta, sequestrati beni per 12 milioni di euro tra Calabria e Piemonte 07 / 05 / 2012

Sono stati sequestrati, dalla Direzione Investigativa Antimafia, beni per 12 milioni di euro tre Piemonte e Calabria. Il provvedimento di sequestro emesso dal Tribunale di Torino ha interessato 14 unità immobiliari, beni aziendali e rapporti finanziari nei confronti dei fratelli Vincenzo e Massimo Verterano, rispettivamente di 47 e 44 anni,di Torino e Gioiosa Ionica ma residenti in Piemonte, mentre un decreto di confisca emesso dal Tribunale di Reggio Calabria, ha colpito un’azienda e numerosi immobili risalenti a Francesco Stilo.

Vincenzo Veterano vanta un curriculum criminale risalente ai primi anni '80, con precedenti per tentato omicidio, porto e detenzione di arma da fuoco e traffico di stupefacenti. È stato coinvolto nel 2003 nell’operazione "Murcia II", condotta dal Ros Carabinieri di Brescia nei confronti di un'organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti e successivamente è risultato destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carere, emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria nel Giugno del 2005, nell’ambito dell’operazione "Nostromo" condotta dal Ros di Reggio Calabria. Durante le indagini era emerso che Verterano era il referente per la regione Piemonte, per il traffico di sostanze stupefacenti della cosca Aquino, attiva nella fascia ionica calabrese, con a capo i fratelli Giuseppe e Salvatore Coluccio.

Il provvedimento di oggi del Tribunale di Torino è stato emesso a seguito di una lunga e complessa serie di accertamenti patrimoniali svolti dal Centro Operativo Dia di Reggio Calabria, compendiati in due proposte di misura di prevenzione nelle quali è stato ricostruito il complesso dei beni mobili e immobili e dei beni aziendali riconducibili ai due fratelli. Gli accertamenti patrimoniali hanno evidenziato una sproporzione tra i redditi dichiarati dai fratelli e i numerosi beni immobili a loro riconducibili. Sotto sequestro sono finiti : un opificio e un terreno di proprietà di un’azienda operante nel settore "autodemolizione" con sede in Torino, 14 unità immobiliari ricomprendenti appartamenti, autorimesse e fabbricati a destinazione commerciale e abitativo ubicati a Torino, Borgaro Torinese (TO), Villadeati (AL) e Marina di Gioiosa Ionica (RC) nonchè rapporti bancari e assicurativi. Il tutto per un valore complessivamente quantificabile in in circa 10 milioni di euro.

Con il secondo provvedimento, il Tribunale di Reggio Calabria ha disposto la confisca di beni nei confronti di Francesco Stilo di 56 anni, nativo di Bova Marina, genero del noto capocosca Giuseppe Morabito. Stilo è stato coinvolto nell’anno 2008 nell’operazione "bellu lavuru" condotta dai militari dell’Arma dei Carabinieri, i quali avevano accertato come l’impresa di fornitura calcestruzzo "Imc di Costantino Stilo snc" fosse in realtà gestita da Stilo. Gli investigatori avevano accertato come la società altro non fosse che il braccio imprenditoriale della cosca Morabito – Bruzzaniti – Palamara, che mirava ad allungare i propri tentacoli sul grande affare rappresentato dall’appalto pubblico relativo ai lavori sulla strada statale 106 (zona ionica della provincia reggina) denominata "variante dell’abitato di Palizzi (RC)". A Stilo sono state confiscate due aziende, numerosi appezzamenti di terreno agricolo siti in Bianco e un appartamento sito in Bovalino per un valore di circa 2 milioni di euro.


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'ndrangheta, sequestro beni, Calabria, Piemonte


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