09 / 02 / 2012
Il posto fisso è una monotonia? Non la pensa certamente così Michele, 29 anni che per sfuggire al mondo del lavoro nero, della disoccupazione e dei falsi miraggi dei call center decide di togliersi la vita.
Michele sembra un ragazzo come tanti, uno dei tanti giovani calabresi che trascorre le giornate piantonando la panchina della piazza del paese e magari andando alla ricerca di qualche espediente per comprare una maglietta o un pantalone. Michele però è il protagonista di un romanzo che si è aggiudicato la sezione "Premio Chimirri" del concorso "Parole nel vento 2011".
Il libro si intitola "Meglio morto che precario" ed è opera di Giovanni Parrotta, classe '88, giovane autore catanzarese che si definisce anarchico e che, anche lui, fluttua dall'anno del diploma "simpaticamente" nel precariato.
Il libro
Michele, 29 anni, è un giovane animato da grandi speranze. In un lungo flashback, rivive la spensieratezza della sua gioventù: l'adolescenza, gli amici, la vita da liceale, le sue ambizioni sportive, i sogni e le esperienze con la droga e l'alcool, la parentesi universitaria. Apparentemente un ragazzo come tanti, Michele è tuttavia costantemente tormentato da dubbi e incertezze. Giovane idealista e disadattato, precario da sempre, verrà presto catapultato, senza protezione alcuna, nel mondo reale e, risucchiato dal vortice del lavoro nero e dello sfruttamento, il ragazzo si rifugerà nella più totale solitudine. L'esperienza del call center si rivelerà un ulteriore fallimento e, disincantato dall'egoismo crescente della società moderna, sempre più regredita e asfitica, il giovane pensa seriamente di farla finita. Disillusione e disoccupazione prenderanno il sopravvento? Michele riuscirà a ribellarsi? Meglio morto che precario, romanzo che getta luce sulla problematica del lavoro temporaneo, con accenti intimisti e, nel contempo, freddi e oggettivi.
L'autore
L'anarchico Giovanni Parrotta nasce a Catanzaro il 25 Settembre 1988, consegue il diploma nel 2007 e da quel momento fluttua simpaticamente nel precariato.