Calabria On Line
Login password
Registrati Adesso | Recupera Password
Calabria cultura Calabria Ricerche Calabria speciali Calabria turismo Calabria turismo
Rubriche|Borghi di Calabria|Mali di Calabria|Risorse di Calabria|Città dei Ragazzi|Articoli|
 Utenti online: 68

News - Eventi - Sport
CATANZARO
News - Eventi - Sport
COSENZA
News - Eventi - Sport
CROTONE
News - Eventi - Sport
REGGIO CALABRIA
News - Eventi - Sport
VIBO VALENTIA
Lavoro in Calabria
Eventi in Calabria
Archivio Articoli
Condividi con
Seguici su Twitter Seguici su Facebook Iscriviti ai nostri Feed
COL
La Calabria - Tutto e Tutta
Catanzaro
Cosenza
Crotone
Reggio Calabria
Vibo Valentia
Arte e Cultura in Calabria
Tradizione e Folclore in Calabria
SENTIERI
I Sentieri di COL
Diventa Editore
Condizioni
F.A.Q.
I nostri Ospiti
SPECIALE COL
Rubriche
Borghi di Calabria
Mali di Calabria
Risorse di Calabria
Città dei ragazzi
Articoli
COLTour
Incoming Calabria
Virtual Tour
Da Visitare in Calabria
Viaggi in Calabria
Alberghi e Ristoranti Calabresi
Prodotti Tipici Turismo Enogastronomico
Escursioni in Calabria
Itinerari in Calabria
I Paesaggi di Calabria



Home Page | Sei in Speciale COL | Articoli

A rivelarlo il pool di scienziati a capo della scoperta



vulcano 12 / 07 / 2010

 A rilevare la presenza del vulcano, hanno spiegato gli studiosi, fu alcuni mesi fa la scoperta a San Costantino Calabro, nel Vibonese, di vasti depositi di pomici di uno spessore di circa 6,5 metri, gli stessi depositi riscontrati poi anche nella Piana di Gioia Tauro, dove in alcune aree raggiungono lo spessore di 10 metri. Segno inconfondibile di una grande eruzione pliniana (cioe' esplosiva, come quella del 79 d.C. a Pompei).

Una traccia decisiva che ha convinto gli scienziati a continuare l'indagine attraverso rilevamenti aereomagnetici: un elicottero dotato di sensori ha sorvolato per giorni lo specchio d'acqua compreso tra la costa e le Isole Eolie, registrando le differenze nel campo magnetico determinate dalla presenza di minerali ferrosi tipici delle aree vulcaniche. Alla fine, elaborando i dati raccolti, si e' scoperto che a 120 metri sotto il pelo dell'acqua, in corrispondenza di quella che sino ad oggi era definita dalle carte nautiche come una secca, c'e' la sommita' di un vulcano dalla forma oblunga, che risale ad un periodo compreso tra 700mila e un milione di anni fa, piu' antico delle Isole Eolie e quindi diverso per genesi.

La sua posizione coincide con un tratto della faglia che nel 1905 diede origine a un distruttivo terremoto che colpi' la Calabria mietendo centinaia di vittime. La stessa faglia che oggi continua a muoversi al ritmo geologico di pochi millimetri all'anno, ma che alla fine, tra milioni di anni, tagliera' letteralmente in due la Calabria.

''Sia chiaro, il vulcano di Capo Vaticano e' ormai assolutamente inoffensivo - ha sottolineato Guido Ventura, coordinatore del gruppo di ricerca -. Questa scoperta non cambia nulla nella mappatura di pericolosita' sismica della Calabria. Ma il ''nuovo'' vulcano puo' offrire una motivazione in piu' per perseverare nello studio di quest'area e intensificare il monitoraggio della faglia''.

Opportunita' scientifica, dunque, ma anche l'occasione per innalzare il grado d'allerta in una regione ad altissimo rischio sismico, come ha sottolineato De Nisi. ''Nonostante le evidenze scientifiche ed i riscontri storici, manca in Calabria una concreta politica della prevenzione - ha affermato il presidente della Provincia -. Nulla si e' fatto in passato e nulla si sta facendo oggi su questo fronte.

Eppure, prevenire i fenomeni naturali che possono avere conseguenze disastrose non e' soltanto un dovere dello Stato nel suo complesso, ma e' anche conveniente economicamente, perche' si impiegano molte piu' risorse per far fronte alle emergenze di quante ce ne vorrebbero per prevenirle''.

Oltre agli aspetti piu' squisitamente scientifici della scoperta, gli studiosi hanno evidenziato anche alcune importanti opportunita' di sviluppo per il territorio, a cominciare da quello che potrebbe rappresentare un vero e proprio tesoro a portata di mano: ricchi giacimenti di manganese, un metallo insostituibile in alcune produzioni siderurgiche (serve soprattutto per rinforzare l'acciaio), che solitamente abbonda negli abissi oceanici dove, pero', e' difficile e costoso estrarlo. I ricercatori, inoltre, hanno ipotizzato anche forme di turismo alternativo, puntando sulla grande attrattiva scientifica della scoperta a livello internazionale.

Ma per continuare a studiare il vulcano di Capo Vaticano servono risorse, perche' i rilevamenti aereomagnetici rappresentano soltanto il primo passo su una strada costellata di laboratori, test, carotaggi, simulazioni al computer. Qualora i fondi non arrivassero, il rischio, ancora una volta, e' che l'intera ricerca sia portata all'estero.

Per ora, ad occuparsi del vulcano sara' la Marina militare, che dovra' scegliere un nome ed effettuare nuovi rilevamenti per ridisegnare le carte nautiche dell'area.

Fonte Asca
inserito da Angela Mendicino


Etichette:

vulcano sottomarino capo vaticano


Più letti oggi

Più commentati della settimana

    Articoli virali su Facebook
    Cronaca in Calabria
    Archivo Articoli


    Letto 2586 volte | Letto 2 volte oggi
      Lascia un commento
      Il tuo indirizzo ip (non verrà visualizzato)*
      Nome*
      Email (non verrà visualizzata)*

      + = ( Inserisci il risultato della somma)*


       




      © 1997-2019 CalabriaOnline By Internet & Idee S.r.l P.Iva: 02196690784




      ?>