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saccani 02 / 04 / 2010

 La Sezione Arbitri “Antonio Celestino” di Rossano ha ospitato lo scorsi lunedì 29 marzo, durante la riunione tecnica obbligatoria, l’arbitro della Can a e B Massimiliano Saccani della Sezione di Mantova. L’iniziativa tecnica - voluta dal presidente dell’AIA Marcello Nicchi - si è tenuta in una stracolma sala convegni dell’Hotel Scigliano, in Via Margherita a Rossano Scalo. L’evento ha preso il via con un video clip che ha evidenziato i momenti salienti e di particolare apice della carriera arbitrale di Saccani. A fare gli onori di casa è stato il presidente della sezione arbitri di Rossano Luigi De Gaetano, che dopo i vari ringraziamenti, ha ricordato agli arbitri della propria sezione che non bisogna frequentare le riunioni tecniche obbligatorie solo in eventi particolare come quello odierno. Non basta solo frequentare il corso e imparare le 17 regole. La frequentazione alle riunioni tecniche è fondamentale. Questa di stasera è una riunione tecnica, tutta incentrata sul nostro ospite, che è qui dopo la spietata corte che gli ho fatto, e che prima si è già intrattenuto un paio d’ore con gli studenti  dell’Istituto Tecnico per Geometri “Falcone e Borsellino”. E’ stata poi la volta di Pierino Fusaro, dirigente della Figc ed ex arbitro di calcio che ha rimarcato: “Quando sono con voi arbitri mi sento a casa, è il mio habitat, io non ho mai tolto la giacca nera che allora si portava. Raccomando a tutti gli associati, soprattutto gli anziani, di collaborare con De Gaetano perché la sezione raggiunga livelli ottimali”. Breve saluto per la dirigente Figc Maria Rita Acciardi che si è congratulata con l’arbitro Saccani e con l’incontro tenutosi al Geometra. Intervento poi del componente del Comitato Regionale Arbitri Antonio Mazzarone, presente insieme all’altro componente Corrado Cascione, che ha portato il saluto e la vicinanza del Presidente Regionale Arbitri Stefano Archinà. La scena è dunque passata all’ospite d’onore Massimiliano Saccani. “Anche se la nostra frequenza nelle sezioni non è mai completamente sparita, la decisione di Nicchi ci dà l’opportunità di un confronto e di un arricchimento. Mi fa piacere rivedere vecchi amici. L’obiettivo che di solito mi pongo in queste riunioni è portare entusiasmo, messa in discussione, voglia di fare, d’impegnarsi, di allenarsi anche per la partita che si disputerà in una terra difficile e spesso senza sicurezza, di scendere in campo nonostante il momento non facile per la categoria, la capacità di trarre delle sensazioni positive dall’esserci. Il nostro impegno deve essere serio, educato, equo ed equidistante per dare una testimonianza alle altre categorie (giocatori, allenatori, dirigenti). Poi fuori può sempre succedere qualcosa che non possiamo controllare, ma è necessario tentare sino alla fine di mantenere i toni bassi. Qui vedo una sezione molto giovane e auspico che qualcuno di voi arrivi a lavorare a livello nazionale, in modo che possa essere catalizzatore per tutti i compagni e sia lustro per la sezione. Avrò raggiunto il suddetto obiettivo se almeno uno di voi rivedrà i propri comportamenti. Saccani si è soffermato sulle caratteristiche che un arbitro deve perseguire. Innanzitutto la preparazione atletica. Un giovane appena comincia fisicamente deve essere una “bomba”, bisogna essere allenati e correre. Non bisogna allenarsi per la partita, bisogna darsi un metodo, allenarsi col gusto di farlo. Se non si corre, non si va da nessuna parte, si fanno delle brutte figure e si dà adito a critiche. Tra due giovani arbitri di solito un osservatore premia quello che sbaglia magari di più, ma corre, s’impegna e dà la sicurezza che migliorerà. Dunque per emergere la differenza è atletica. A questo punto, se si riesce a superare la 1ª, la 2ª e la 3ª categoria, senza assistenti e con tutte le difficoltà che conosciamo, e ad arrivare alle regionali è indispensabile il coraggio, la capacità di prendere decisioni difficili, una capacità che premia l’uomo. Altro aspetto messo in risalto è l’aggiornamento. Documentarsi, guardare partite in tv e andare a vedere le partite dei colleghi, non si può pensare di essere arbitri solo la domenica. La differenza tra arbitri è dovuta alla capacità d’interpretare i falli. E allora è un bene ad esempio esercitarsi a guardare le partite senza audio commento. Un film in meno, una partita in più. Arrivati alla serie C, servono due cose fondamentali. La prima è la capacità di anticipare quello che potrà succedere, la preparazione all’evento; prevedere atteggiamenti razzisti contro l’unico giocatore nero in campo. La seconda è la capacità relazionale, non siamo sordomuti, ma dobbiamo agire con calma, attraverso un’espressione del viso far capire tutto. La comunicazione è importante, certo non dobbiamo diventare marionette. Dovrebbe essere sufficiente il linguaggio del corpo e superfluo il fischietto. Per l’ultimo passaggio in A ci vuole solo tanta fortuna”. Saccani ha poi premiato il giovane arbitro dell’ultimo corso Luca Marucci distintosi ai testi atletici per la sua preparazione atletica. A lui è stato consegnato il gagliardetto dal presidente e la maglia del Livorno da Saccani. Alla domanda sulla spersonalizzazione di una squadra preferita, Saccani risponde: “Un arbitro, andando avanti e conoscendo da vicino tante squadre, smette di tifare per qualunque squadra. Il suo ruolo è quello di prestatore d’opera, deve rendere un servizio. In ogni squadra poi ci sono giocatori più o meno disponibili al dialogo. Bisogna eliminare le simpatie e le antipatie personali ed essere rispettosi ed equidistanti, in questo l’esperienza aiuta. Infine voglio ripetere che la scelta di Marcello Nicchi, quella di far tornare gli arbitri della massima categoria nelle sezioni di periferia, mi sembra giusta. A me sono capitate Merano, Fermo e Rossano, piccole numericamente, ma sono convinto che l’oro si raffina qui. E poi questi incontri sono importanti anche per me, capisco come veniamo percepiti. In bocca al lupo a tutti”. L’incontro si è concluso con il saluto del responsabile distrettuale della Figc Giovanni Bruno, che ha augurato a Saccani l’apertura di tante porte al di fuori del tappeto verde.


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