Calabria On Line
Login password
Registrati Adesso | Recupera Password
Calabria cultura Calabria Ricerche Calabria speciali Calabria turismo Prodotti Tipici Calabresi
Rubriche|Borghi di Calabria|Mali di Calabria|Risorse di Calabria|Città dei Ragazzi|Articoli|
 Utenti online: 24

News - Eventi - Sport
CATANZARO
News - Eventi - Sport
COSENZA
News - Eventi - Sport
CROTONE
News - Eventi - Sport
REGGIO CALABRIA
News - Eventi - Sport
VIBO VALENTIA
Lavoro in Calabria
Eventi in Calabria
Condividi con
Seguici su Twitter Seguici su Facebook Iscriviti ai nostri Feed
Prodotti tipici
Prodotti Tipici Calabresi
COL
La Calabria - Tutto e Tutta
Catanzaro
Cosenza
Crotone
Reggio Calabria
Vibo Valentia
Arte e Cultura in Calabria
Tradizione e Folclore in Calabria
SENTIERI
I Sentieri di COL
Diventa Editore
Condizioni
F.A.Q.
I nostri Ospiti
SPECIALE COL
Rubriche
Casinò online
Borghi di Calabria
Mali di Calabria
Risorse di Calabria
Città dei ragazzi
Articoli
COLTour
Incoming Calabria
Virtual Tour
Da Visitare in Calabria
Viaggi in Calabria
Alberghi e Ristoranti Calabresi
Prodotti Tipici Turismo Enogastronomico
Escursioni in Calabria
Itinerari in Calabria
I Paesaggi di Calabria



Home Page | Sei in Speciale COL | Articoli



Da un ingegnere calabrese l'appello a Napolitano: Voglio lavorare in Calabria 09 / 02 / 2012

"Presidente, mi spiega perchè io che nasco in Calabria, la regione più povera d'Europa, non ho diritto o speranza alcuna di poter godere della mia famiglia, e tanto meno di costruirne una mia qui, in questa terra disagiata dove sono nata e cresciuta?".

Questa, la domanda che un ingegnere calabrese, Erika Pinto, rivolge, in una lettera, al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

"Presidente - continua Erika Pinto - come tantissimi altri genitori anche i miei hanno speso tutte le proprie risorse per assicurarmi un futuro dignitoso e ora li devo abbandonare? Chi si curerà di loro? In una regione dove mancano i trasporti, la sanità, i servizi essenziali, chi li assisterà? E chi aiuterà me, semmai decidessi di avere un bambino? Nessuno. Come giovane, donna e meridionale sono doppiamente condannata alle difficoltà. Lo Stato in Calabria siamo noi, le persone perbene. L'ultimo baluardo a difesa della società è proprio la sua parte più indifesa. I cittadini onesti sono l'ultimo fronte opposto alla criminalità. Siamo noi lo Stato qui. Ma un cittadino affamato è ricattabile. Tanti cittadini affamati sono un eccellente bacino di voti e un vivaio per la criminalità. E lei lo sa bene Presidente, che la mancata crescita del Sud è una leva per pilotare le scelte politiche del Paese. I potenti trovano qui, come in Campania e in Sicilia, masse di persone in un profondo stato di bisogno, pronti a cedere i propri voti in cambio della promessa di una possibilità. Uno Stato che abbandona la sua rappresentanza più debole non è uno Stato".

"Il posto fisso vicino a mammà, demonizzato dal presidente Monti e dai suoi ministri Fornero e Cancellieri - conclude la lettera di Erika Pinto - dovrebbe essere un diritto di tutti e un impegno per uno Stato che voglia dirsi civile. Con la fame non andiamo da nessuna parte e non resta altro che emigrare".


Etichette: lavoro, Giorgio Napolitano, Calabria
Più letti oggi

Più commentati della settimana

Articoli virali su Facebook
Cronaca in Calabria
Archivo Articoli


  1. Francesco 09/02/2012 - 11:46
    Chi come me è via dalla sua terra da più di trent'anni per gli stessi identici motivi,che nel frattempo si sono aggravati, la capisce perfettamente e la ringrazia per aver fatto sentire la sua voce, che le assicuro rappresenta anche la mia.Grazie Erika.
  2. Nicola 09/02/2012 - 18:05
    Non per essere polemico, però spesso siamo noi Calabresi a piangerci addosso. Non siamo in grado di inventarci il lavoro nè di crescere. Io faccio impresa in Calabria e non trovo dipendenti qualificati da assumere. bah!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo ip (non verrà visualizzato)*
Nome*
Email (non verrà visualizzata)*



 




© 1997-2012 CalabriaOnline By Internet & Idee S.r.l P.Iva: 02196690784