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dieta mediterranea 17 / 11 / 2010

 Grande soddisfazione per la decisione dell’Unesco di inserire la Dieta mediterranea nel patrimonio immateriale dell’Umanità è stata espressa dal presidente della Provincia Francesco De Nisi e dall’assessore all’Agricoltura Domenico Antonio Crupi. La decisione è stata assunta questo pomeriggio a Nairobi, in Kenya, dove si è riunito il comitato intergovernativo dell’organizzazione delle Nazioni unite per l’educazione, la scienza e la cultura.
«Si tratta di un risultato molto importante che si riverbera anche sulla provincia vibonese, dove la dieta mediterranea è stata studiata in maniera approfondita per la prima volta - hanno dichiarato De Nisi e Crupi -. Da anni la Provincia è impegnata nella promozione di questo regime alimentare, che non ha soltanto una valenza scientifica, ma anche profonde radici culturali. Il suo inserimento nel patrimonio immateriale dell’Umanità rappresenta dunque un nuovo stimolo alla promozione di iniziative in grado di valorizzare ulteriormente la Dieta mediterranea e il territorio nel quale è stata codificata per la prima volta».
Il riferimento è a Nicotera, considerata la patria della dieta mediterranea. Qui, infatti, Ancel Benjamin Keys, medico e fisiologo statunitense, condusse approfondite ricerche tra il 1957 e il 1960, riscontrando la bassa incidenza di malattie cardiovascolari nella popolazione locale grazie al regime alimentare caratterizzato da alcuni alimenti base: pane, frutta, verdura, erbe aromatiche, cereali, olio d'oliva, pesce e vino.
A promuoverne lo studio e la divulgazione è nel vibonese l’Osservatorio provinciale sulla dieta mediterranea, costituito anni fa dalla Provincia e presieduto dal professore Flaminio Fidanza, che partecipò alla ricerca di Keys e oggi è cittadino onorario di Nicotera, dove il 9 maggio scorso è stato celebrato il cinquantenario dello studio pilota con un convegno internazionale.
«Con grande soddisfazione ho appreso che la dieta mediterranea è stata inserita nell’elenco dei patrimoni immateriali dell’umanità tutelati dall’Unesco», ha dichiarato Fidanza, ricordando che quella di Nicotera è stata dichiarata già da alcuni anni come Dieta mediterranea italiana di riferimento, a sottolinearne le peculiarità scientifiche.


Etichette:

dieta mediterranea, patrimonio umanità


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