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Grande successo al Rendano per l'eccezionale interpretazione di Maddalena Crippa in E pensare che c'era il pensiero 22 / 05 / 2012

Non è difficile intuire, già dalle prime battute e dalle prime note che lei, Maddalena Crippa, è sicuramente la voce più indicata per portare in scena un lavoro, anzi, è il caso di definirlo un capolavoro, l’opera scritta a quattro mani da Giorgio Gaber e Sandro Luporini.

E pensare che c’era il pensiero. Un nome, quello della Crippa, forse non tra i più noti, ma sicuramente che resterà impresso. Così come impresse resteranno la sua voce calda, la sua sensualità, il suo fascino, la sua magnifica vocalità con le quali che ha portato in scena al Rendano, l’opera di Gaber.

Un appuntamento rinviato di due mesi, era in programma, infatti, nel cartellone di prosa di Marzo, annullato poi, a causa di una laringite che costrinse l’attrice a rinviare lo spettacolo. Domenica 13 Maggio, Maddalena Crippa non ha dato forfait, anzi, ha deliziato il pubblico un doppio appuntamento, alle 18.00 e alle 21.00. Una grinta e una passione che hanno fatto rivivere per circa due ore un Gaber rivisitato e riproposto in maniera impeccabile. Monologhi intesi sull’esistenza umana, sulla politica, sul sociale, sull’amore. Dialoghi personalizzati da una donna, che ha dimostrato sulla scena di essere capace di regalare una pièce assai brillante, seppure non di facile rappresentazione.

La regia dello spettacolo è stata affidata a Emanuela Giordano, mentre sul palco con la Crippa, oltre al bravissimo pianista, arrangiatore e curatore di tutte le musiche, Massimiliano Gagliardi, c’erano anche tre ottime voci coriste, quelle di Chiara Calderale, Miriam Longo e Valeria Svizzeri, quasi a completare una scena molto sobria, ma tipicamente insita di essenzialità e naturalezza. Canzoni che toccano il cuore quelle di Giorgio Gaber, che parlano alla gente, canzoni e dialoghi grazie ai quali la Crippa è riuscita a raccontare, magistralmente, la sua idea di vivere, i suoi pensieri più reconditi, le sue paure di donna, i suoi desideri e le sue speranze.

Lo ha fatto con la consapevolezza dell’importanza del suo ruolo, quello di far rivivere la straordinarietà del pensiero di un artista di cui, oggi più che mai, si avverte molto la mancanza. E in un susseguirsi di voci, emozioni e parole, ecco che la Crippa dà sfoggio anche delle sue ottime qualità di cantanti. La sedia da spostare, Mi fa male il mondo, una delle più belle, ma ancora Il tempo quanto tempo, Sogno in due tempi, l’attualissima Destra-Sinistra, e una dedica speciale a tutte le persone che si amano, a quelle che non si amano e quelle che proveranno ad amarsi, con la bellissima Quando sarò capace di amare. Quasi a non volersene andare, Maddalena, accompagnata dai suoi compagni di scena ha omaggiato Gaber anche con i suoi successi più famosi, da Torpedo Blu e Barbera e Champagne.

Un bacio rivolto al cielo, e applausi interminabili, quasi a volerle chiedere di non andar via, di continuare a regalare emozioni. Quelle stesse emozioni che potrebbero essere definite come uno splendido viaggio dell’anima. Un viaggio all’insegna di quella musica capace di infondere sì un pizzico di amarezza e nostalgia, ma capace al contempo di sprigionare emozioni uniche e travolgenti. Un Rendano che ha visto lasciarsi alle spalle una stagione di prosa ricca e apprezzata, che ieri, Maddalena Crippa, col suo E pensare che c’era il pensiero, ha reso ancora meritevole di giudizi più che positivi. Ne è valsa davvero la pena riascoltare le parole di Gaber, soprattuto quando a farle rivivere è stata una donna magnifica che, grazie alla sua inedita rappresentazione, si è messa in gioco, in prima persona, con quell’acume e quella energia tipiche del genio femminile.

Raffaella Aquino


Etichette:

Teatro Rendano, Maddalena Crippa, Gaber, Cosenza, Calabria


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