Il film dell'attore è stato prodotto da Fandango per Rai cinema
30 / 07 / 2010
Cetto è ognuno di noi''. Antonio Albanese termina oggi le riprese in Calabria del suo film 'Qualunquemente' (prodotto da Fandango per Rai Cinema). L'ultimo ciak sarà battuto domani in Toscana, mentre nel pomeriggio si chiuderà a Scilla il lavoro delle macchine da presa che hanno registrato la storia dell'imprenditore calabrese corrotto che torna dopo un periodo trascorso fuori dall'Italia per ragioni facilmente intuibili e decide di ''salire in politica'' per contrastare alle elezioni l'avversario De Santis che promette legalità.
''Questo film è una dimostrazione d'affetto per la nostra terra'', ha detto Albanese parlando con i giornalisti ad Altafiumara in pausa nell'ultima giornata di riprese calabresi. Improvvisando qualche battuta in accento reggino ha spiegato: ''Amo i dialetti, mi piace rappresentare proprio fisicamente questo personaggio''. L'attore milanese dalle origini siciliane definisce Cetto La Qualunque ''una rappresentazione iper realista'' e spiega che ''quando l'ho inventato sei anni fa qualcuno mi ha rimproverato e mi riprendeva, oggi invece è addirittura un moderato''.
Albanese racconta ancora ''non abbiamo inventato proprio nulla di questo personaggio. Volevamo circondarlo di vita, di territorio. Abbiamo voluto rappresentare un carattere di politica nazionale. E' forse la prima rappresentazione ironica, comica, di un certo cinismo politico''.
Rispondendo alle domande dei cronisti se volesse lanciare un messaggio alla classe politica italiana, Albanese ha dichiarato: ''Non voglio dare un messaggio, io non sono un educatore né un politico. Raccontiamo serenamente il vero, quello che esiste ma che non viene raccontato. Il cinema storicamente racconta i tempi. Cambia il linguaggio, cambiano i gesti e i colori anche. Osserviamo con onestà quello che cambia, senza citare nessuno''.
Per il momento Antonio Albanese non ha programmi per il futuro. Vuole riposare, ''girare un film è faticoso perché impegna dalle 6 di mattina alle 20 di sera'', ma si dedicherà al montaggio.
Tra gli sceneggiatori del film (con Abanese e il regista Giulio Manfredonia) c'è anche uno ''zampino'' calabrese doc. Ovvero, Piero Guerrera, originario di Palmi. L'incontro con Albanese è avvenuto anni fa a Bologna grazie alla musica. ''Io raccontavo il mio sud e lui il suo sud -ha raccontato Albanese- da questo abbiamo capito che poteva nascere qualcosa di interessante''.
E' possibile che il film sia nelle sale cinematografiche all'inizio del 2011. "Faremo la festa per l'uscita del film, probabilmente a metà gennaio dell'anno prossimo, sul ponte di Messina. Per allora sarà finito, no?", ha detto scherzosamente Albanese riferendosi all'opera che collegherà la Calabria e la Sicilia. E chiude riprendendo proprio uno dei motti del suo personaggio: il ponte "sarà di pilu".
AdnKronos
inserito da Angela Mendicino