22 / 02 / 2012
Parliamo della Calabria, una delle località italiane più povere, nonostante l'alto tasso di economia sommersa non faccia in modo di poter quantificare l'effettiva ricchezza della Regione.
La presenza di una delle principali organizzazioni criminali, la lontananza dei mercati e la carenza cronica di infrastrutture infatti rende il tessuto economico calabrese notevolmente fragile e troppo legato alle variazioni economiche congiunturali.
Il motore trainante, è proprio il turismo cha và da quello balneare a quello montano, da quello termale a quello culturale.
Si è conclusa con esito positivo per gli stand calabresi la 32/a edizione della Borsa Internazionale del Turismo dal 16 al 19 Febbraio a Milano.
Nello stand della Regione Calabria, ampi spazi dedicati alle cinque province calabresi, in cui In ogni padiglione un tavolo multimediale, oltre il materiale cartaceo, con le informazioni turistiche che maggiormente caratterizzano la regione.
In primo piano, anche i prodotti tipici calabresi: dalla cipolla rossa di Tropea al peperoncino fino al bergamotto, di cui la Calabria vanta l'esclusiva nella produzione.
Alla Borsa sono stati presenti oltre 120 Paesi, e per la Calabria, la fiera è stata l’ennesima opportunità per far scoprire ai visitatori e agli operatori turistici, provenienti da tutto il mondo, le grandi ricchezze culturali e naturali del territorio calabro.
Quasi la metà dei turisti stranieri che arrivano in Calabria scelgono la provincia di Vibo Valentia che, grazie a località come Pizzo, Tropea e Capo Vaticano e alla vicinanza con l’aeroporto di Lamezia Terme riesce a sfruttare al meglio questa risorsa importante dell’economia, ma l intento è di far conoscera tutta la Calabria, non solo luoghi, ma anche tradizioni, cultura e gastronomia