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Crotone: il Consiglio provinciale in difesa dell'aeroporto 22 / 02 / 2012

Dopo La riunione della II^ Commissione provinciale permanente con delega ai Trasporti, allargata ai Capigruppo consiliari che si è tenuta nella giornata di venerdì 17 Febbraio 2012 e presieduta dal presidente del Consiglio Provinciale Benedetto Proto, in riferimento alle indicazioni emerse nella seduta Consiliare aperta dello scorso 22 Dicembre 2011, sul tema del sistema infrastrutturale della Provincia di Crotone alla quale hanno preso parte i rappresentanti istituzionali del territorio, unitamente ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali ed imprenditoriali ed alla luce del’indagine conoscitiva della IX^ Commissione Parlamentare, e dopo il paventato declassamento degli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria a scali complementari a seguito dell’incontro Stato - Regioni alla presenza del Ministro alle Infrast rutture e ai Trasporti Corrado Passera.

Premesso che questo Consiglio ritiene fondata l’ipotesi di riordino del sistema aeroportuale italiano, in quanto allo stato attuale non appare in grado di sostenere le considerevoli potenzialità di sviluppo del traffico aereo che aumenterà notevolmente nei prossimi decenni; analizzando la situazione attuale del sistema aeroportuale e nel conseguente processo di pianificazione e riorganizzazione dello stesso, a questo Consiglio, appare opportuno, nell’avviare il riordino previsto, valutare sia i criteri numerici e quantitativi e sia gli aspetti legati ad esigenze sociali e alle caratteristiche proprie dei singoli territori sui quali insistono gli attuali scali aeroportuali; la Commissione Parlamentare competente in data 17 Febbraio 2012 ha redatto la relazione finale sullo stato attuale degli scali aeroportuali nazionali, individuando linee di intervento necessarie per il raggiungimento del potenziamento degl i scali esistenti e per la verifica delle condizioni per la realizzazione di nuovi aeroporti.

Nello specifico vengono individuate le seguenti categorie di aeroporti:

- Aeroporti di interesse nazionale con volumi di traffico che si aggira intorno ai 5 milioni di passeggeri all’anno, sui quali dovrebbero concentrarsi interventi di potenziamento infrastrutturale e di collegamenti intermodali;

- Aeroporti con un numero di passeggeri annuo compreso tra 1 e 5 milioni per i quali dovrebbe essere prevista una regolamentazione semplificata ed una liberalizzazione del sistema di tariffazione;

- Aeroporti con un numero di passeggeri annui stabilmente inferiore ad 1 milione che dovrebbero essere mantenuti in funzione soltanto "se rispondenti a esigenze sociali di collegamento del territorio interessato o se idonei a garantire stabilmente una sostenibilità della gestione economica, senza l’intervento di finanziamenti pubblici diretti o indiretti; in assenza di tali condizioni, dovrebbero essere sottratti al traffico commerciale e destinati al traffico merci, oppure allo sviluppo dell’aviazione generale e d’affari ed elicotteristica".

La relazione prevede inoltre che "Ogni decisione in merito alla realizzazione di nuovi aeroporti dovrebbe essere subordinata ad una valutazione attendibile ed adeguatamente verificata della sostenibilità economica dell’aeroporto, tenendo conto anche dei servizi specificamente destinati all’aeroporto i cui costi ricadono sulla collettività, salvo specifiche situazioni caratterizzate da particolari esigenze di collegamento, a causa della natura del territorio e di gravi carenze della rete ferroviaria, stradale ed autostradale".

Sulla base della su indicata relazione finale, nella situazione attuale regionale non vi sono le premesse per la realizzazione di un quarto scalo aeroportuale che si vorrebbe veder sorgere nell’area di Sibari: sia perché il numero di utenti r egionali non permette di realizzare una infrastruttura che possa raggiungere la sostenibilità economica, sia perché l’area sulla quale si vorrebbe realizzarlo non presenta carenze infrastrutturali e può generare "fenomeni deleteri di concorrenza" con le strutture aeroportuali già esistenti e limitrofe; considerato che l’aeroporto Pitagora di Crotone riveste una funzione fondamentale per l’economia e lo sviluppo socio-culturale di una macro area che comprende anche territori esterni alla provincia di Crotone; la continuità nell’offerta del servizio ha dimostrato, in questi anni, di portare a consistenti aumenti del numero dei passeggeri, nel 2011 rispetto al 2010 si è registrato un incremento del 18%, il numero complessivo dei passeggeri è passato dai 92.586 del 2008 ai 122.874 del 2011.

Tali dati sono il segno evidente che lo scalo crotonese è in continua crescita, grazie anche a una compagnia affidabile che garantisce voli per tutto l’anno. Si prevede che attraverso la continuità del servizio e gli investimenti in fase di realizzazione per il raggiungimento di maggiori standard di qualità e di sicurezza dell’infrastruttura, attraverso finanziamenti regionali, nei prossimi anni la società di gestione potrà raggiungere la propria sostenibilità economica; lo scalo aeroportuale di Crotone con un numero di passeggeri stabilmente inferiore a un milione, riveste quelle caratteristiche che la Commissione parlamentare stessa prevede come necessarie affinché tali aeroporti possano essere mantenuti in vita. Infatti a causa della natura del territorio e delle storiche e gravi carenze infrastrutturali, ferroviarie, stradali ed autostradali, l’aeroporto è attualmente l’unica infrastruttura che collega quest’area della Calabria con il resto del Paese.

Tali caratteristiche, d’altronde, sono state riconosciute in ambito governativo e hanno portato alla concessione degli oneri di servizio, equiparando il nostro territorio ad altri con caratteristiche simili tipo le isole. Considerato che al fine di migliorare e incrementare la fruibilità dello scalo sono da intendersi in tale direzione gli studi di fattibilità in corso per l’elettrificazione della tratta ionica della ferrovia, la realizzazione di una metropolitana di superficie che possa collegare le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro, la messa in sicurezza della strada statale 106 oltre che la recente nascita di una società di gestione per il rilancio del porto di Crotone.

Interventi per i quali la regione Calabria si è già espressa in maniera favorevole e per molti dei quali si è già attivata. Pertanto si propone di potenziare il sistema infrastrutturale già esistente sul territorio, come il porto e l’aeroporto, la ferrovia e la strada statale 106, in maniera tale che possa contribuire, attraverso una gestione integrale degli stessi, alla crescita socio/economica del territorio; la Provincia, quale Ente di coordinamento, si pone a capo delle amministrazioni locali, per realizzare la partecipazione degli stessi, allargata ai privati, nella gestione diretta dello scalo aeroportuale.

Altresì, si stabilisce di approfondire gli aspetti gestionali per valutare eventuali riduzioni dei costi non essenziali e creare condizioni ottimali di efficienza e di efficacia nella gestione della società, in sintonia con gli standard ottimali previste dalla relazione conoscitiva della IX^ commissione parlamentare.

Chiediamo alla Regione Calabria, che ha "competenze concorrenti" con lo Stato in materia di infrastrutture e di trasporti, di confermare come prioritario quan to già previsto nell’attuale piano regionale aeroportuale ed in particolare l’individuazione degli scali di Lamezia Terme, Crotone e Reggio Calabria, come essenziali e prioritari all’interno del futuro piano regionale, alla luce della particolare conformazione orografica del territorio calabrese e dello stato di carenza infrastrutturale esistente in alcune realtà e specificatamente nella provincia di Crotone.


Etichette: aeroporto, Pitagora, Crotone, Calabria
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