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cosenza 22 / 11 / 2010

 Siracusa corsaro al “San Vito”. E’ questo il responso che ha dato il campo a conclusione del match tra Cosenza ed aretusei. Massimo risultato con il minimo sforzo per i siciliani che sono riusciti a centrare il bersaglio grosso dopo aver disputato una gara di contenimento approfittando delle solite amnesie difensive di un Cosenza che non è stato in grado di far fruttare l’iniziale vantaggio. Ma andiamo con ordine. Silani in campo con una formazione ampiamente rimaneggiata (fuori Raimondi e Di Bari per squalifica, Petrocco, Essabr, Musca, Ungaro, Chianello per infortunio, senza dimenticare i fratelli Fiore e Bernardi in panchina ma senza ancora avere i 90’ nelle gambe e Giacomini e Mazzeo in campo dall’inizio ma reduci da infortuni e non al 100%) con Somma costretto a schierare l’unica difesa possibile con Wagner in campo dal 1’ a formare la coppia di centrali con Fanucci e il portiere De Luca, eroe del derby di coppa, a sostituire Petrocco; reparto completato da Giacomini e Matteini, due esterni alti adattati al ruolo di terzini. Il Siracusa, in un buon momento di forma dopo il disastroso avvio di campionato, risponde con il grande ex Vincenzino Cosa (capocannoniere dei silani nell’anno della promozione in C2 e prima ancora già giocatore cosentino ai tempi della B) a guidare l’attacco. Il primo tempo è un monologo dei lupi che dopo aver trovato il vantaggio con Matteini al 7’ sfiorano a più riprese il raddoppio con Mazzeo (sarebbe stato un gol da cineteca dopo aver marcato mezza squadra ospite), ancora Matteini, Biancolino, Daud e Degano ma la palla non vuole saperne di entrare e allora; dopo l’infortunio dell’isolano Bongiovanni (sostituito da colui che poi sarebbe stato il match winner, Bufalino) e l’espulsione del vice di Somma, Gigi De Rosa, dalla panchina (arbitro, in generale, un po’ troppo protagonista); a sorpresa arriva il pareggio del Siracusa con Mancino al 38’. Si va negli spogliatoi con la sensazione che nella ripresa i lupi possano fare un sol boccone degli aretusei e invece, praticamente, nel secondo tempo i silani si spengono e smettono di giocare non riuscendo più a creare situazioni pericolose dalle parti di Baiocco (fatta eccezione per qualche sbilenco tentativo di Degano e per una buona giocata del neo entrato Olivieri non concretizzata dall’altro subentrato dalla panchina, Stefano Fiore) fino alla doccia fredda del gol di Bufalino abile a sfruttare un pasticcio da “Mai dire gol” di Giacomini e beffare De Luca in uscita. Notte fonda sul “San Vito” e Cosenza incapace di trovare il pareggio nei restanti 12’ (quattro di recupero). Sconfitta pesante, dunque, per il Cosenza Calcio 1914 (con i giocatori usciti sotto i fischi), che dopo settimana difficile per la vicenda dei pagamenti dei giocatori di questa stagione e di quella passata (non sarebbero state rispettate a pieno le scadenze imposte dalla Covisoc e quindi c’è il concreto rischio per i rossoblù di essere deferiti ed avere 2 punti di penalizzazione a gennaio) non riesce a dare la giusta risposta sul capo, perdendo malamente con un avversario non certo di prima fascia e vedendo le squadre di testa allontanarsi e quelle di coda avvicinarsi pericolosamente. Per il Siracusa tre punti di platino che, essendo forse inaspettati alla vigilia, danno ancora più sapore alla vittoria.

Fonte: il giornale dello sport


Etichette:

cosenza, siracusa, prima divisione


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