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Cosenza: Officina delle arti presenta il Dizionario delle cose perdute di Francesco Guccini 16 / 05 / 2012

Le balere, il cinema in cui si entrava a qualsiasi ora, la naia di diciotto mesi, la maglia di lana, i calzoni corti, il lattaio a domicilio, i postini di campagna, il bigliettaio del tram, la ghiacciaia, il flit, i bagni nel fiume, i treni a vapore, la Topolino, le sigarette sfuse, il caffè d’orzo, i liquori fatti in casa, il telefono duplex, i giochi in disuso, i riti di iniziazione alla bicicletta e al ballo.

Luoghi, figure, oggetti, alimenti, indumenti, abitudini, passaggi di età che appartengono a un mondo ormai remoto eppure a noi ancora così prossimo o per ricordi personali o perché continuamente evocati dall’esperienza di quanti più avanti negli anni, ne furono segnati nel bene e nel male. Cose lontane sempre presenti, insomma.

Le evoca a una a una con quel pizzico di inevitabile nostalgia mescolata però a tanta ironia, Francesco Guccini nel suo Dizionario delle cose perdute, uscito di recente con successo per Mondadori, attingendo ai ricordi della sua infanzia e adolescenza, trascorse tra Pavana nell’Appennino Tosco-emiliano, Modena e infine Bologna. La stessa materia che ha ispirato la sua quarantennale produzione di cantautore e più di recente di scrittore, in singolo o in coppia col giallista Loriano Machiavelli.

Il libro sarà presentato qui a Cosenza per iniziativa della Libreria Mondadori lunedì 21 alle ore 18 presso l’Officina delle Arti in via Carducci,16, nel popolare quartiere Spirito Santo, in un originale incontro ideato e condotto da Ugo G. Caruso, studioso di cultura di massa e frequentatore di lunga data dell’opera gucciniana.

Ma l’appuntamento, nelle intenzioni di Caruso non si risolverà nella presentazione di routine di un prodotto editoriale, né è stato pensato per le consuete ragioni promozionali, assicura Pino Sassano della Libreria Mondadori, cui toccherà l’intervento introduttivo. Ciò che si tenterà di creare sarà piuttosto un momento di rievocazione collettiva sulle proprie esperienze, su quel passato di cosentini e di calabresi che ha una sua evidente specificità, sebbene accumunata dall’appartenenza a un’ Italia per tanti versi ancora rurale e arcaica a quella bassopadana descritta da Guccini. Dunque una serata all’insegna della memoria, un tentativo di “scrivere” una pagina di microstoria orale attraverso aneddoti e ricordi tratti dal proprio vissuto e raccontati con brio e leggerezza.

Pertanto ritoccando lievemente lo spunto originale, l’incontro avrà per titolo Dizionario delle cose perdute di Francesco Guccini (ma anche di quelle di noialtri cosentini). A conversare con lui del libro e di tutto il resto, Caruso ha invitato due protagonisti della vita culturale cittadina, Franco Araniti, poeta, autore dei testi dell’ultimo lavoro discografico dei Dedalus, “Ammasca” che sarà presentato a Sanremo nella prossima edizione del Club Tenco e Massimo Veltri, docente presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università della Calabria, già senatore DS, noto per le sue frequenti incursioni in campo musicale.

Ad arricchire ulteriormente l’occasione, già suggestiva sono previsti pure gli intermezzi musicali di Gianfranco Molinaro che alternandosi agli intervenuti, riproporrà alla chitarra alcuni brani del repertorio gucciniano.


Etichette:

presentazione, libro, Francesco Guccini, Officina delle Arti, Cosenza, Calabria


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