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cinese 11 / 11 / 2010

 Nella mattinata di ieri, nel corso di un servizio per il controllo del rilascio dello scontrino fiscale, i finanzieri di una pattuglia del locale Gruppo della Guardia di Finanza, al momento di redigere il verbale, venivano avvicinati da un uomo di nazionalità cinese che ha provato a corromperli con una mazzetta.
Il cittadino extracomunitario, Z. W. di anni 40, preposto alle vendite di un negozio di abbigliamento sito in una via centrale della città e marito della titolare della ditta, a fronte della vendita di un maglione per l’importo di 28 euro non emetteva lo scontrino fiscale e finiva nella rete del dispositivo di controllo dei finanzieri i quali, rilevata l’irregolarità, procedevano alla contestazione.
Durante le operazioni di controllo arriva l'inaspettata sorpresa: il cittadino cinese ha provato a più riprese ad infilare una "mazzetta" di banconote di piccolo taglio arrotolate nelle mani di uno dei militari, prendendolo sottobraccio e sussurrando con insistenza “PRENDI SOLDI E NON FARE VERBALE”, nella speranza di ottenere la desistenza dei finanzieri ed evitare così che l’ulteriore controllo determinasse la chiusura dell’esercizio.
L'uomo è stato subito tratto in arresto in flagranza di reato con l'accusa di istigazione alla corruzione (art. 322 C.P.) e la mazzetta, definita dal corruttore come un "caffè", veniva immediatamente posta sotto sequestro e messa a disposizione dell’ Autorità Giudiziaria.
Notiziato il PM di turno presso la Procura della Repubblica di RC lo stesso disponeva la perquisizione dell'abitazione dell’arrestato nonchè dell'esercizio commerciale oggetto del controllo e la traduzione in carcere del cittadino cinese.
La sicurezza e la fermezza manifestata dai finanzieri nel corso del servizio rende merito a tutti gli imprenditori ed i cittadini che quotidianamente operano nel rispetto della legalità in vantaggio della collettività e delle regole del mercato.


Etichette:

corruzione, cinese, finanza


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